PULIZIA CAMERE ANECOICHE

CENNI SULLO SPORCO

Lo sporco è il nemico da combattere per mezzo della pulizia, per vincerlo è opportuno conoscerlo il più a fondo possible, così è più facile comprendere il perché di tanti tipi di attrezzature, di machine e di prodotti per la sua eliminazione.  Scegliere gli strumenti più appropriati, per efficacia e non per i costi è molto importante.

Secondo la sua composizione lo sporco si può così classificare:

Polvere

Sporco magro

Sporco grasso

Sporco dovuto al degasaggio di un dato materiale all’interno di una apparecchiatura di test, a causa di temperatura troppo alta/bassa o di forti variazioni di pressione.

Esiste un’ulteriore classificazione dello sporco:

 

Lo sporco organico che può essere prevalentemente lipidico (composto da unto e residui alimentari come ad esempio quello che si trova sulle cucine), glucidico, proteico (tipico dell’ambiente ospedaliero) e a base di grassi e oli minerali (sostanze non saponificabili e solubili soprattutto in solventi).

Lo sporco inorganico ( incrostazioni di calcare) causato dalla durezza dell’acqua.

Lo sporco urbano è formato dai gas, vapori e particelle difficilmente controllabili e molto dannosi.

Lo sporco tecnologico è l’insieme di sostanze usate nei laboratori di ricerca, nelle catene di produzione alimentare, nelle case farmaceutiche a causa della normale ventilazione dell’ambiente, di sostanze collose o di altra natura che si rendono necessarie per posizionare apparecchiature di test e/ impianti. Maggiormente si concentrano all’interno di zone dove esistono reali problematiche di sbalzo termico , variazione di pressione atmosferica, variazione di pressione sonora, variazione di intensità di luce.

Bisogna quindi conoscere a fondo lo sporco per individuare i metodi di pulizia più idonei. Un’azione preventiva potrebbe ridurre drasticamente l’onere delle manutenzioni, ma soprattutto aumenta la qualità dei risultati di test.

L’IMPORTANZA DELLA PULIZIA DELLE CAMERE ANECOICHE

 

La camera anecoica a causa delle frequenze e della pressione delle onde sonore subisce dei danni costanti al suo rivestimento interno. Normalmente lo stesso è costituito da coni fatti in spugna di grafite o in poliuretano. Queste superfici possono essere a cuspide, bugnate o lisce. La variazione delle frequenze di test sfalda la vernice con cui sono verniciati i coni, mettendo a nudo così il materiale sottostante (in questo caso la grafite).

Questa polvere poco alla volta cade sul pavimento e grazie alla naturale ventilazione e al calpestio viene portata all’esterno dalla camera stessa. Come evidenziato dal colore del pavimento appena fuori la camera, si ha una contaminazione della camera bianca, inoltre va ricordato che la polvere di grafite crea problemi seri all’apparato respiratorio.

Per quanto riguarda i test si evidenzia che la pressione sonora sfalda le superfici le quali liberano polveri. La polvere, si sposta per effetto della pressione sonora e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la stessa viene spinta nel tempo. A questo punto avremo come risultato delle zone più sporche ed altre meno sporche ma anche un test poco preciso?

Chiaramente la manutenzione di tali strutture non si ferma solo all’eliminazione della polvere, infatti prevede anche: la pulizia periodica dei filtri dell’impianto di condizionamento e ventilazione e la loro eventuale sostituzione;

il controllo della tenuta dei battenti delle porte;

il controllo del corretto funzionamento dell’impianto antincendio; la pulizia ordinaria della camera e della precamera.

 

CONCLUSIONE

La pulizia interessa le apparecchiature in oggetto, in toto o alcune parti delle stesse.

La bonifica ha lo scopo di portare queste ad un livello di sporco accettabile che non vada eventualmente a modificare in maniera importante i risultati dei test, che salvaguardi la salute degli operatori e che non contamini l’ambiente della camera pulita/bianca.

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