La Polvere
Polvere è un nome generico attribuito alla materia suddivisa in particelle di diametro compreso indicativamente fra 0,25 e 500 micrometri (o micron). Sulla Terra, la polvere si trova nell’atmosfera e proviene da diverse sorgenti, come il suolo (la polvere può essere sollevata dal vento), eruzioni vulcaniche e l’inquinamento. Le polveri sospese in aria (pulviscolo atmosferico) hanno effetti rilevanti sul clima e sulla salute umana. La polvere è anche presente nello spazio esterno (polvere interstellare), causando la luce zodiacale. Le nubi di gas e polvere sono considerati inoltre i precursori dei sistemi planetari. Il comportamento fisico della polvere segue leggi che non sono sempre paragonabili a quelle dei solidi o dei fluidi. La polvere che si accumula in casa è composta da polveri atmosferiche insieme a polvere generalmente provocata dagli abitanti a causa di frammenti di pelle, unghie, e fibre dei vestiti. Viene generalmente rimossa con l’aspirapolvere, con degli stracci, o con la scopa. Gli acari della polvere si alimentano con i componenti organici presenti nella polvere casalinga. Le loro feci vanno ad alimentarla e possono provocare reazioni allergiche. Per tutti coloro che pensano sia bello vivere con la polvere in casa, sicuri che non faccia nulla anzi…aiuti a diventare più forti.
(fonte) Rai.it
Analizzata la composizione della polvere domestica: secondo uno studio di Greenpeace le case degli italiani sono piene di veleni nascosti
Sostanze tossiche nascoste nella polvere
I risultati dello studio fanno paura: “Ogni grammo di comune polvere domestica contiene in media un milligrammo di cinque sostanze pericolose che possono danneggiare l’organismo se vengono ‘respirate”‘.
E’ quanto denuncia un’inchiesta realizzata da Greenpeace sulla polvere domestica. Perché la polvere non è solo il nemico ‘numero uno’ delle casalinghe, ma può nascondere numerose insidie per la salute.
Sostanze tossiche dai nomi complicati, come i ritardanti di fiamma bromurati, ftalati, alchifenoli, composti organostammici e paraffine clorurate che costituiscono una potenziale minaccia soprattutto per i bambini. Nei campioni raccolti con un normale aspirapolvere in 60 case di italiani, francesi, spagnoli, tedeschi e slovacchi, sono state rintracciate “numerose sostanze tossiche, alcune anche cancerogene”.
Per l’Italia nei cinque campioni prelevati a Roma, sono stati scoperti livelli “elevati” – fra 13 e 95 parti per milione – di paraffine clorurate a catena corta (sccp), un additivo ritardante di fiamma utilizzato nei tessuti, nelle gomme e in alcune plastiche.
Si tratta di sostanze per le quali la Ue ha introdotto dalla fine degli anni ’90 restrizioni alla commercializzazione e all’uso, vietandone l’impiego in lavorazioni metalliche e pellami ma non in altre applicazioni. Dalle 80 pagine del rapporto, ricco di tabelle e dati, emerge che nel pulviscolo che copre i mobili e si annida in tende e tappeti, sono presenti anche “sostanziali quantità di alchilfenoli, composti alteranti il sistema ormonale, impiegati nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale, ma anche ftalati, pericolosi per il sistema riproduttivo, usati per rendere il pvc soffice, e quindi presenti in diversi beni di consumo quali giocattoli per bambini, ma anche interni delle macchine, cavi, vernici ed inchiostri”.
E ancora, sono stati scoperti composti a base di bromo, usati come ritardanti di fiamma nei materiali infiammabili, con la proprietà di alterare il sistema ormonale. In casa si nascondono anche paraffine clorurate che possono essere cancerogene, usate nelle vernici, plastiche e gomme; composti organici dello stagno, immunotossici, usati per stabilizzare il pvc o per eliminare gli acari della polvere.
“Secondo i produttori, questi composti chimici, non presentano rischi perché non vengono rilasciati nell’ambiente, ma il rapporto dimostra che è vero il contrario” afferma Greenpeace. “se queste sostanze pericolose si ritrovano nella polvere, vuol dire che poi inevitabilmente le respiriamo, vi veniamo a contatto o magari le ingeriamo, visto che in casa o in ufficio passiamo il 90% del nostro tempo” afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace.
Nei giorni scorsi l’associazione ha presentato un altro studio che rivela come queste stesse sostanze pericolose si ritrovino in pigiami e giochi per bambini, profumi e prodotti di pulizia.
Bene, dopo queste informazioni che servono esclusivamente come introduzione, cominciamo a valutare le questioni più importanti e lo facciamo parlando di PULVISCOLO ATMOSFERICO, prendendo come riferimento un articolo preso da sapere.it.
La superficie terrestre si trova immersa in una miscela di gas che chiamiamo aria e che avvolge la Terra come un involucro, al quale si dà il nome di atmosfera (dal greco atmós, vapore).
L’atmosfera odierna è composta per circa i 4/5 da azoto (N2) e per circa 1/5 da ossigeno (O2), accanto a numerosi altri componenti minori, tra cui principalmente argo (Ar), vapore acqueo (H2O) e diossido di carbonio, o anidride carbonica (CO2) (tab. 17.1). I gas vengono trattenuti intorno al pianeta dalla forza di gravità e circa il 99% della loro massa si trova nei primi 40 km di altezza, mentre a quote superiori diventa sempre più rarefatta.
Oltre ai gas citati, nell’atmosfera sono presenti anche numerosi tipi di particelle solide finissime, costituite da ceneri vulcaniche, spore di funghi e batteri, granuli di polline, fuliggine (proveniente da processi di combustione), che nel loro insieme costituiscono il pulviscolo atmosferico.
Inoltre, la combustione di rilevanti quantità di combustibili fossili libera nell’aria, oltre a diossido di carbonio, anche altre sostanze gassose, quali monossido di carbonio, diossido di zolfo, o anidride solforosa, e ossidi di azoto: la quantità di queste sostanze nell’atmosfera è andata aumentando rapidamente nel corso del ‘900, contribuendo ad aggravare il fenomeno dell‘inquinamento atmosferico (e a intensificare l’effetto serra ascrivibile al CO2).
In relazione alla composizione chimica, l’atmosfera viene suddivisa in due grandi fasce:
l’omosfera, o bassa atmosfera, da 0 a 100 km di quota, in cui la composizione chimica dell’aria è relativamente costante, a causa dei continui rimescolamenti a cui è sottoposta;
l’eterosfera, o alta atmosfera, oltre i 100 km di quota, in cui i gas, molto rarefatti, si dispongono a strati in base alla loro densità (per cui la composizione chimica dell’aria non è uniforme).
Tra le numerose funzioni svolte dall’atmosfera nei confronti della superficie terrestre e degli organismi che su di essa vivono, ne elenchiamo qui alcune, rimandando ai paragrafi successivi e ad altri capitoli per una loro dettagliata descrizione. L’atmosfera:
contribuisce a regolare la temperatura media terrestre;
è sede dei fenomeni meteorologici;
contribuisce al modellamento della superficie terrestre;
filtra le radiazioni solari;
fa da scudo contro l’ingresso di meteore;
permette la vita grazie alla presenza dell’ossigeno e del diossido di carbonio.
Composizione dell’atmosfera*
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A questo punto vediamo la composizione della POLVERE COSMICA per poi cominciare a fare delle valutazioni che per ora hanno solo lo scopo di farci riflettere sull’utilità della polvere ma anche su quali problematiche si vengono a presentare quando la stessa è presente in ambienti dove diventa un ostacolo per la produzione che si deve fare, per la salute degli operatori o per la durata ( in termini di vita operativa) di sistemi utilizzati anche nel settore aerospaziale.
La Terra “ingrassa” di oltre 40.000 tonnellate ogni anno grazie a un continuo flusso di materia extraterrestre, costituito principalmente da polveri cosmiche. Decelerando dalle velocità cosmiche negli strati alti della atmosfera, cadono sulla superficie del nostro pianeta dove possono essere identificate per le loro proprietà composizionali uniche. Le polveri cosmiche sono minuscoli frammenti di roccia (1-2000 micrometri) prodotti principalmente da collisioni tra asteroidi o dalla evaporazione e disintegrazione di comete. Si tratta quindi di campioni dei materiali più primitivi del sistema solare da cui si sono formati i pianeti rocciosi, ivi inclusa la Terra. Quel materiale primordiale era composto soprattutto da silicati amorfi (ossia senza forma cristallina), carbonio e ghiaccio in grande quantità. La quasi totalità di quella polvere primordiale è stata distrutta o è diventata qualcos’altro – ossia ciò che oggi appunto sono i corpi del Sistema Solare.
